Aderiamo alla manifestazione per la pace del 5 novembre, convinte che non ci sia altra strada che il negoziato per fermare la tragica strage di vita umana e la distruzione di un paese e della natura spaventosa conseguenza della guerra.
Di fronte al perdurare e all’aggravarsi dello scontro e al rischio sempre più concreto di una catastrofe nucleare è insensato e inutile continuare a sottolineare chi ha ragione e chi ha torto, chi è l’aggressore e chi l’aggredito. Sappiamo tutti che è stato Putin ad aggredire l’Ucraina ma non serve ripeterlo per raggiungere la pace.
È altrettanto irragionevole perché senza appigli con la realtà aspettare la sconfitta di uno dei due paesi, mentre scorrono fiumi di sangue tra la popolazione civile e i militari. Il peggioramento delle condizioni economiche del popolo ucraino e di tutti i paesi europei, compreso il nostro, pesa e peserà sempre di più in maniera drammatica sulla parte più povera della popolazione.
Crescono l’angoscia e la preoccupazione di tutti i cittadini ma soprattutto delle donne che hanno sempre dovuto rimediare alle sofferenze e ai danni provocati dalle guerre dichiarate e combattute dagli uomini. Mai come oggi di fronte alla possibilità dell’estinzione del genere umano è apparso necessario gridare:
Fuori la guerra dalla storia!

