
Di seguito condividiamo l’appello di UDI nazionale che potete visualizzare anche al seguente LINK.
Risponde all’appello delle donne afghane che per un sogno di libertà sono in pericolo di vita: pronte all’accoglienza!

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Risponde all’appello delle donne afghane che per un sogno di libertà sono in pericolo di vita: pronte all’accoglienza!
Gli ambigui interessi politici delle forze occidentali hanno abbandonato una postazione in #Afghanistan che nel tempo era diventata di garanzia, e che aveva reso possibile nell’ultimo ventennio l’introduzione di alcune riforme democratiche compatibili con uno stato di diritto in Afghanistan, e il conseguente accesso ai diritti civili quali l’istruzione, il lavoro fuori casa, la partecipazione alla vita politica e sociale delle donne.
Per Emilia
Carissime, oggi l’UDI è più orfana di ieri! Abbiamo perso un’altra madre che ha segnato la storia dell’UDI della sua città, della nostra Regione e anche di quella nazionale, Emilia Lotti.
Emilia era una compagna targata UDI anche quando ha fatto scelte di lavoro nelle istituzioni del suo territorio forlivese. Era una garanzia per le donne che conducevano battaglie per conquistare diritti e leggi che negli anni ’70 e ’80 avrebbero cambiato la vita di tutte.
Scarica il PDF del volantino con tutti i dettagli
L’evento si svolgerà finalmente in presenza, presso il Cortile Biblioteca Archiginnasio, tuttavia a causa delle restrizioni il conferimento del premio avverrà a porte chiuse e accesso tramite invito. Sarà però fruibile a tutte/i la diretta streaming dell’evento dal nostro canale Youtube UDI Bologna. Non perdetevelo!
La retorica sull’infanzia come sulla famiglia non manca mai di occupare uno spazio nel dibattito pubblico italiano, ma difficilmente si traduce in politiche di sostegno adeguate a quella che viene riconosciuta – non senza contraddizione – come la principale formazione sociale nella quale si svolge la propria personalità (art. 2 Costituzione) a cominciare dalle bambine e dai bambini. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: molte famiglie letteralmente abbandonate a loro stesse e pertanto destinate, in caso di difficoltà, ad affidarsi ai vecchi e nuovi professionisti del conflitto familiare continuamente in crescita, e tanto più quando al conflitto si affianca la violenza di varia natura in un sistema giustizia evidentemente inefficiente ed incapace di rispondere ai bisogni dei cittadini, in particolare se minorenni.Non passa giorno che le cronache non ci raccontino di bambini e bambine portati via su ordine del giudice di turno come carcerati o spostati come pacchi postali, soprattutto allontanati dalle madri in nome del diritto alla bigenitorialità di padri violenti o inadeguati o relegati in casa famiglia.
Il ciclo di incontri formativi si inserisce nell’ambito del Progetto sperimentale su violenza e molestie nel mondo del lavoro: un approccio integrato a partire dalla Convenzione OIL n. 190, sostenuto dalla Regione Emilia- Romagna e realizzato con il patrocinio dell’OIL.
La sentenza n. 13217/21 depositata il 17.05.2021 molto importante, riguarda la famigerata PAS, cioè la sindrome di alienazione parentale, utilizzata per ottenere affidamenti esclusivi di figli minorenni e/o allontanamenti da un genitore nel corso delle separazioni conflittuali.
In pratica si attribuisce strumentalmente all’altro genitore la responsabilità di avere manipolato a suo favore le inclinazioni del figlio che dichiara che di non voler incontrare né vedere e/o avere rapporti con l’altro genitore, in tal caso costringendo il figlio a restare proprio con il genitore che aveva dichiarato di non voler frequentare né incontrare.