La retorica sull’infanzia come sulla famiglia non manca mai di occupare uno spazio nel dibattito pubblico italiano, ma difficilmente si traduce in politiche di sostegno adeguate a quella che viene riconosciuta – non senza contraddizione – come la principale formazione sociale nella quale si svolge la propria personalità (art. 2 Costituzione) a cominciare dalle bambine e dai bambini. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: molte famiglie letteralmente abbandonate a loro stesse e pertanto destinate, in caso di difficoltà, ad affidarsi ai vecchi e nuovi professionisti del conflitto familiare continuamente in crescita, e tanto più quando al conflitto si affianca la violenza di varia natura in un sistema giustizia evidentemente inefficiente ed incapace di rispondere ai bisogni dei cittadini, in particolare se minorenni.Non passa giorno che le cronache non ci raccontino di bambini e bambine portati via su ordine del giudice di turno come carcerati o spostati come pacchi postali, soprattutto allontanati dalle madri in nome del diritto alla bigenitorialità di padri violenti o inadeguati o relegati in casa famiglia.

Il tutto nel contesto di cause legali lunghe molti anni nei quali i bambini sono ostaggio di una situazione in cui possono solo subire danni di tutti i tipi contro la loro salute psicofisica e a cui si impedisce una crescita serena come può capire qualunque persona dotata di semplice buon senso.Nel frattempo le cause si moltiplicano, gli esperti (a volte molto discutibili) si avvicendano, i giudici si trasmettono gli atti, in un labirinto di cui non si vede l’uscita soprattutto per chi ha meno mezzi economici e per le/i minori con la vita distrutta.Siamo stanche e vogliamo denunciare questa inaccettabile situazione. Una riforma di quella parte della giustizia che riguarda i al servizio dei cittadini minorenni si deve fare. E’ URGENTE! Dobbiamo immaginare un ufficio giudiziario unico, capace di gestire con la necessaria responsabilità, competenza e velocità tutti i procedimenti nei quali i bambini vengono convolti attratti: civili, penali, tribunale ordinario, tribunale per i minorenni, servizi sociali, istituzioni. Vogliamo una riforma che si metta realmente al servizio dei bambini, che abbia un unico obiettivo: arrecare loro minor danno possibile. Vogliamo una formazione organica di tutte le figure coinvolte all’altezza del loro compito delicatissimo e che ne rispetti tutti i diritti affrontando anche cosa trasmette in questo ambito la formazione universitaria e proibendo false teorie scientifiche.Vogliamo che a tutti i bambini e le bambine, a tutti i ragazzi venga data la possibilità di cominciare la propria vita senza traumi, accompagnati da adulti responsabili e competenti.Quando la dovuta diligenza dello stato italiano che ha firmato la Convenzione di Istanbul varrà anche per la prevenzione?

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