L’Unione Donne in Italia Bologna esprime forte preoccupazione per la recente esposizione di cartelloni firmati dalla Lega Uomini Vittime Violenza (LUVV), che diffondono una narrazione distorta sulla violenza di genere e sul ruolo delle donne nella società italiana. Nel loro sito si legge che l’associazione si propone di combattere “per tutelare i diritti umiliati da una Società sempre più plasmata secondo il falso mito della supremazia femminile in tutti i campi”. Ci chiediamo: quale sarebbe questa presunta supremazia? E in quali campi si manifesterebbe?

I dati ISTAT dimostrano che le donne in Italia sono tra le meno occupate in Europa, percepiscono stipendi inferiori a parità di mansioni e difficilmente raggiungono ruoli apicali. La supremazia, se esiste, si limita ai settori della cura e dell’istruzione, ambiti tradizionalmente sottopagati e poco valorizzati. Nel mondo accademico, per esempio, le donne sono la maggioranza nei livelli inferiori dell’insegnamento, ma la presenza maschile domina nei ruoli più prestigiosi e meglio retribuiti. Sul tema dell’affido dei figli, riteniamo inaccettabile la narrazione secondo cui i giudici favorirebbero le madri a discapito dei padri. Le decisioni in merito vengono prese in base al benessere del minore, non secondo pregiudizi di genere. Quando un genitore viene limitato nella frequentazione dei figli, ciò avviene per precise motivazioni legate alla tutela dei minori e non per una presunta discriminazione.

Particolarmente grave è l’affissione di manifesti davanti a scuole dell’infanzia con slogan che ribaltano la realtà dei fatti, affermando che frasi come “i figli sono miei perché li ho partoriti io” disorienterebbero l’autostima maschile. Questa narrazione non solo sminuisce il ruolo materno, ma ignora deliberatamente le dinamiche di attaccamento primario tra madre e figlio, cercando di trasformarle in una presunta ingiustizia nei confronti degli uomini. L’UDI condanna con fermezza questa strumentalizzazione del dibattito sulla violenza di genere e sull’affido dei figli. I diritti dei minori e delle donne non possono essere distorti per fini propagandistici che mirano a ribaltare la realtà e a minare le conquiste ottenute in anni di lotte per la parità di genere.

Invitiamo le istituzioni e la società civile a contrastare attivamente questa pericolosa deriva adultocentrica e per nulla attenta agli interessi e diritti dei minori  e a lavorare insieme per una reale parità, basata sui dati e sulle esigenze concrete della popolazione, non su falsi miti costruiti ad arte.

Unione Donne in Italia (UDI) Bologna

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