Trascorsi pochi giorni dalla Giornata internazionale per l’eliminazione delle violenze contro le donne, celebrata da tutte le istituzioni e in massa dalle cittadine e dai cittadini in molte piazze d’Italia, apprendiamo che il governo taglia 100 mila posti asili nido. Il taglio ai fondi del PNRR è un taglio che andrà a pesare sulle già sovraccariche spalle delle donne, delle famiglie e sull’intera economia del paese. E questo succede in un paese dove 390 mila neo mamme hanno lasciato il lavoro negli ultimi dieci anni. I servizi educativi 06, dove ci sono, hanno sempre lunghe file d’attesa e se il governo, come in più occasioni ha proclamato, vuole incrementare la natalità noi donne di UDI ci chiediamo: come intende farlo?

I nidi e la politica

Gli asili nido sono uno dei rari temi che mette d’accordo tutte le forze politiche: destra, centro e sinistra. Eppure governo dopo governo, nonostante le promesse e nonostante diversi finanziamenti statali ed europei non siamo ancora riusciti a raggiungere la quota di copertura del 33% fissata già dal 2010, quota che di recente l’Europa ha spostata in avanti ad una copertura minima del 45%.

La diffusione dei nidi

Dopo grandi sforzi abbiamo raggiunto una copertura nazionale del 27% e sussistono ancora fortissime disparità profonde e insidiose: tra il Nord (abbastanza adeguato) e il Sud (molto arretrato) e tra le periferie (con pochi posti nido anche al nord) e i centri città (con una copertura discreta). Ricordiamo che dove ci sono i servizi educativi 06 ci sono sempre anche lunghe se non lunghissime liste d’attesa.

Perché sono importanti gli asili nido?

Tanti studi e ricerche, non solo di pedagogiste e pedagogisti, ma anche di economiste ed economisti ci hanno dimostrato che un buon asilo nido rende moltissimo sia in termini educativi che sociali e anche economici. Lo affermano non solo i sindacati e una parte della politica, ma anche il premio Nobel dell’economia James Heckman che ha stabilito che ogni euro speso per un posto nido rende 4 volte tanto, mentre la fondazione Agnelli ha una diretta relazione tra chi accede ad un buon asilo nido e migliori risultati scolastici. Cosa vogliono dire queste ricerche in termini pratici? Che chi spende oggi in nidi di qualità, domani risparmia in percorsi costosi e non sempre proficui percorsi di inclusione sociale, recupero scolastico, percorsi di rientro al lavoro per le donne.

Le difficoltà del PNRR e l’ANCI

I fondi del PNRR destinati ai nidi, fin da subito, si sono dimostrati complessi da gestire per le pubbliche amministrazioni sia per inadeguatezza che per la costante carenza di personale.
Questi due motivi con molti altri mettono in evidenza un paese arretrato.

Un paese che per raggiungere gli obiettivi posti dall’Europa deve necessariamente lavorare per adeguarsi e consentire al personale della PA di essere meglio formato e in numero sufficiente. Il tema dovrebbe essere all’attenzione in tutte le regioni. In conclusione attendiamo di verificare quanto prima i due finanziamenti annunciati dal governo che dovrebbero essere messi in campo per “rimediare” a questo taglio netto ed evidente così da comprendere in che direzione questo governo vuole andare per mantenere la promessa di un reale sostengo alle donne e alla natalità.

UDI – UNIONE DONNE in ITALIA

Roma, 1 dicembre 2023

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