Vedi la galleria con tutte le immagini alla fine dell’articolo

In occasione di questo 21 aprile, liberazione di Bologna, il nostro pensiero è immediatamente corso al volto di Marisa Ombra che proprio in questi giorni avrebbe compiuto gli anni. Marisa non è più con noi da oltre un anno e vogliamo ricordarla nell’ultima sua visita a Bologna. Un giorno indimenticabile il 10 marzo 2014 quando Marisa e Maria Maddalena Brunero del CIF entrarono nella sala del consiglio comunale di Bologna convocato in seduta solenne dal sindaco Merola per ricordare il Settantesimo anniversario dei Gruppi di Difesa della donna.

La bella sala del consiglio è gremita, tante le donne che rappresentano associazioni e fanno parte del consiglio comunale; poi la zona riservata al pubblico, gremita di giovanissimi: sono gli studenti del Liceo Righi e Rosa Luxemburg venuti con le loro insegnanti per ascoltare due donne formidabili.

Nei loro interventi si è dipanato un fondamentale passaggio politico della storia del nostro Paese che fatica ad avere visibilità nella storiografia ufficiale, ovvero la formazione di gruppi di donne unite nell’organizzazione dei “Gruppi di Difesa della Donna per l’assistenza ai combattenti per la libertà”. Realtà che danno vita ad una corposa rete clandestina che le trova unite e decise ad essere protagoniste silenziose ma essenziali nell’organizzazione della Resistenza civile, indispensabile all’esito del Secondo conflitto mondiale.

Sono donne provenienti da ceti sociali e idee politiche differenti ma animate dalla volontà di conquistare la pace e, con essa, libertà e diritti finora negati alle donne. Non sono eroine – come ci raccontano Marisa e Maddalena – ma portano nell’organizzazione i loro saperi, la quotidianità del vivere, scandita di cura, assistenza, aiuto e grande senso di responsabilità che sovente scaturisce in azioni rischiose che mettono in evidenza la capacità delle donne di agire in un contesto difficile e pericoloso, caratterizzato dalla forte repressione nazifascista della popolazione civile.

Abbiamo ascoltato nei loro ricordi i momenti dello stare insieme tra donne e con i modi delle donne, di come il primo voto ha segnato il desiderio di essere presenti nella costruzione delle radici della nostra democrazia.

Ciò che colpisce nel loro modo di raccontarsi è la grande fiducia riposta in un dopoguerra in cui le donne, rivendicando il ruolo che compete loro nella società, aprono la tortuosa strada dell’emancipazione femminile, attraverso una militanza nelle proprie organizzazioni di riferimento, UDI e CIF, che non si interrompe ma scandisce per sempre le loro vite.

Maddalena è per il CIF esempio, insegnamento e guida, come lo è stato per le tante ragazze/i che ha incontrato nella sua lunga laboriosa vita. Marisa ha continuato finché ha potuto a lavorare affinché gli archivi dell’UDI – dal nazionale, a quelli di tutta l’Italia – conservassero e valorizzassero la memoria collettiva attraverso la raccolta, catalogazione, divulgazione della nostra storia che si inserisce a pieno titolo nella Grande Storia del nostro Paese.

Il loro lavoro rappresenta un preziosissimo esempio per le giovani generazioni, che soprattutto in questi tempi di pandemia ci preme ricordare, perché la cura delle donne per un mondo migliore non si ferma.

Grazie a Marisa e Maddalena

Katia Graziosi UDI Bologna e Carla Baldini CIF Bologna

Aprile 2021

Share: