L’UDI – Unione Donne in Italia esprime la propria profonda preoccupazione e contrarietà per l’emendamento approvato in Commissione Cultura alla Camera che vieta, nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, qualsiasi attività o progetto legato ai temi della sessualità e dell’educazione affettiva.
Si tratta di un provvedimento anacronistico, che allontana l’Italia dal resto d’Europa, dove l’educazione sessuo-affettiva è presente da decenni come strumento fondamentale di prevenzione della violenza di genere e di promozione del rispetto reciproco.
In un Paese in cui i femminicidi continuano a crescere, vietare l’educazione sessuale significa negare ai ragazzi e alle ragazze la possibilità di comprendere se stessi, le proprie emozioni e le proprie relazioni. Gli adolescenti privati di un’educazione scientifica e consapevole, cercano risposte nel web e nella pornografia, dove trovano modelli pornografici e violenti.
UDI ricorda che la preadolescenza è una fase cruciale: i giovani iniziano a confrontarsi con il corpo che cambia, con la scoperta dell’altro, ma anche con la fragilità e l’insicurezza. In questo contesto, la scuola dovrebbe garantire uno spazio laico e sicuro dove imparare il rispetto, la libertà e la parità, non un luogo in cui si censura il dialogo.
Chiediamo al Parlamento di ritirare questa norma e di avviare un serio percorso
di introduzione dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole italiane, costruito insieme a esperti, insegnanti e famiglie, la nostra associazione, che proprio quest’anno celebra i suoi primi 80 anni, 80 di esperienza e di cultura, si rende disponibile e collaborativa nell’avvia di un ripensamento in tal senso. Solo con l’informazione e l’educazione sarà possibile promuovere una cultura del consenso, della responsabilità e della non violenza, non violenza di cui abbiamo tutte e tutti un grandissimo bisogno.
In ogni caso UDI continuerà a battersi perché l’educazione e la libertà delle donne e delle nuove generazioni non vengano sacrificate sull’altare di ideologie retrograde e strumentali.
UDI di Bologna

