A conclusione del progetto UDI rivolto alla sezione femminile della casa circondariale della Dozza….

Rileggendo oggi il progetto, ci rendiamo conto che, in un modulo di 18 ore complessive, molta parte delle idee iniziali è stata realizzata e ancor di più è quanto, attraverso le letture, abbiamo fatto emergere nelle relazioni fra loro e con se stesse in termini di sensibilità, riflessione, controllo, equilibrio. Di ciò siamo assolutamente soddisfatte, e concludiamo l’esperienza con la certezza di esserci rese utili al loro vivere nella detenzione.

Dagli incontri, oltre alla lettura e alla scrittura, sono emerse tante altre problematiche legate alla carcerazione. Nonostante noi abbiamo spesso cercato di riportare il confronto sugli obiettivi programmati, non abbiamo potuto negarci all’ascolto. Pertanto ci sembra utile riportare qui di seguito quanto abbiamo recepito nel corso dei laboratori dal 2015 ad oggi.

Quello che chiedono le detenute è già stato espresso da loro, in diverse occasioni, alla Direzione e all’Area pedagogica, per cui siamo consapevoli di non dire nulla di nuovo:

– più movimento per la loro salute…la squadra di pallavolo?

– un lavoro che possa offrire loro competenze da spendere anche all’esterno, oltre che una modalità per finanziarsi all’interno. Esempi? Imparare l’uso della video scrittura, catalogazione dei libri della biblioteca, un corso di pronto soccorso…

– un aiuto psicologico…

e tanto altro…..

Per quanto riguarda il nostro intervento, sarebbe stato senz’altro importante l’uso della fotocopiatrice e del computer, per i motivi espressi nel progetto stesso- Abbiamo tuttavia cercato di supplire alla mancanza svolgendo noi quella funzione di trascrizione…ma non è la stessa cosa!

Ci auguriamo, per l’emancipazione delle detenute, che tutto ciò possa realizzarsi.

Alba Piolanti, insieme a Pina e Anna di UDI Bologna

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