Nove associazioni di donne (ANPI, UDI, ROSE ROSSE, DENTRO AL NIDO, DONNE DI SASSO, DONNE IN NERO, GRUPPO ’98 POESIE LIBERA, TREKKING ITALIA), sette scuole coinvolte (KEYNES di Castel Maggiore, LICEO MAYORANA di S. Lazzaro, LICEO ARTISTICO ARCANGELI di Bologna, ISTITUTO ALBROVANDI RUBBIANI di Bologna, SCUOLA MEDIA UNGARETTI di Bentivoglio, ENTE DI FORMAZIONE FOMAL di Bologna, SCUOLE DELL’INFANZIA di Sasso Marconi), 14 classi, circa 400 studenti/esse guidati dalle loro docenti e un numero incalcolabile di ore: sono solo alcuni dei dati che hanno caratterizzato il progetto Il Gioco della Pace, sviluppato a Bologna e Città Metropolitana.

E per ogni classe: scelta dei testi, rapporti con le insegnanti, laboratori…da settembre 2016 a maggio 2017, fino all’allestimento di una Mostra che ha esposto le opere ispirate dal lavoro di tutti/e. Insomma…un grande impegno per un grande valore attorno al quale le associazioni si sono riconosciute: la Pace!

Un progetto nato dal basso, dalla volontà di smuovere le coscienze, di coinvolgere i/le giovani partendo da loro, dal quotidiano per accompagnarli in un percorso interiore alla ricerca di parole, pensieri e azioni di paceQuesta la cifra che ci ha dato energia e coraggio nell’intraprendere e realizzare questo progetto, convinte che la donne, se credono in qualcosa, sanno trovare i contenuti, il metodo, le relazioni, sanno fare rete. Queste associazioni, da sempre impegnate contro la violenza e la guerra, le discriminazioni di genere e l’indifferenza, le diseguaglianze, si sono raccolte attorno a un simbolo, una coperta da loro realizzata con tante tessere diverse, proprio a significare che, pur nella diversità, si può dialogare, operare, e trovare soluzioni; una coperta che dà protezione, rifugio e scalda, che difende dalle intemperie della vita.

Incontro con gli studenti e studentesse del Keynes    IMG_9570 (1)

Le riflessioni, le suggestioni e i diversi pensieri che sono emersi nel confronto con i /le giovani, dai loro universi, dal loro vissuto, sono stati occasione di approfondimenti, conoscenze e informazioni mirate, e in questo ci sono state di estrema utilità non solo parole, ma rappresentazioni e interpretazioni di pace-guerra nell’Arte, nella Letteratura, nella Musica, nell’attualità, nelle Dichiarazioni nazionali e internazionali, nella Storia delle Donne. Materiali preziosi per scalfire incrostazioni, stereotipi, modelli imposti, frasi costruite e slogan che i media e i social continuamente propinano soprattutto ai giovani, più fragili e indifesi.

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Al termine degli incontri poi la realizzazione di opere di studenti/esse da esporre nella Mostra ha contribuito a dare concretezza ai nuovi saperi, forma e corpo alle riflessioni emerse e qui fatte proprie in modo consapevole. L’esposizione nella bella sala del Baraccano di Bologna, dal 21 aprile al 1 maggio, ha illuminato immagini, giochi, coperte, manifesti, frasi, nuovi loghi e pensieri, ricerche filmate, scritti e creazioni varie. La Mostra sempre molto viva di colori, schizzi, volantini, parole, foto, è stata animata dalle tante visite che l’hanno accarezzata in un caloroso abbraccio.

Una serie di eventi al suo interno, su tematiche di grande attualità, è stata occasione di ulteriori confronti, approfondimenti e scambi culturali fra classi, docenti ed esperti: Il Tribunale delle Donne per la ex Jugoslavia, Emigrazione e diritto d’asilo, i Profughi a Bologna, I ragazzi e la ragazze del Keynes ambasciatori di Pace all’ONU, e poi musica, recital, donne Poete, e perfino un Laboratorio per bambine e bambini.

Il numeroso pubblico di visitatori/trici, fatto di giovani delle classi protagoniste, ma anche di altre classi e scuole, di docenti, di genitori, di amici e amiche curiosi e interessati, di donne delle Istituzioni (circa 250 persone), ha molto apprezzato il progetto e le opere e ha partecipato con interesse agli eventi in calendario. Il calore poi, la nuova luce negli occhi degli/lle studenti/esse e delle loro docenti, la ricchezza di relazioni umane, di rispetto reciproco, e la consapevolezza di avere gettato semi che prima o poi saranno piante, ci ha ripagato del lungo lavoro.

Il Futuro? In questo progetto abbiamo creduto e siamo convinte che possa/debba continuare il suo percorso, in un cammino di relazioni anche con altre scuole e realtà.

C’è tanto da essere molto soddisfatte!

Alba Piolanti- UDI Bologna

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