Il giorno 23 maggio presso la biblioteca dell’Istituto Minguzzi, in via S. Isaia 90, UDI (Unione Donne in Italia) e ANPI (Associazione Nazionale Partigiani/e Italiani/e) hanno presentato il volume di Annacarla Valeriano, MALACARNE – DONNE E MANICOMIO NELL’ITALIA FASCISTA, ed. Donzelli. Si tratta di una importante opera condotta da Annacarla Valeriano, storica e ricercatrice presso l’Archivio della Memoria abruzzese Fondazione Universitaria di Teramo,  che vuole dare luce alle donne che negli anni del regime fascista sono state ricoverate nell’Ospedale psichiatrico di Teramo: donne diverse, ritenute devianti rispetto al modello di madre fattrice, ubbidiente, composta nelle parole e negli atteggiamenti nonché nel pensiero; “pazze morali” in quanto  “costituivano degli esempi di disordine sessuale frutto di un’eccessiva autonomia e immodestia dei comportamenti”. Sono donne che, anziché dedicarsi solo alla prole e “sottoporsi alla volontà morale dell’uomo, avevano preferito rinunciare a ogni considerazione sociale, facendo di questo diniego un vanto che le fa scrollare le spalle con noncuranza”. Le cartelle cliniche che l’Autrice ha visionato ci raccontano di queste vite perdute costrette al ricovero in manicomio molto spesso dagli stessi familiari o dai medici condotti, rispettosi delle direttive del regime, così come gli psichiatri. Aggettivi come “scomposti, esuberanti, ingovernabili, sconci” sono riferiti ai loro corpi; “disubbidiente, altezzosa, capricciosa, incorreggibile, non lavora, …capace di abbandonarsi a parole da trivio…mesta, taciturna, sospettosa…”sono riferiti ai loro comportamenti, mentre “ gli zigomi sporgenti” e “i capelli quasi radi” ci rimandano a studi e categorie lombrosiane. Il manicomio diventa dunque uno strumento per medicalizzare e diagnosticare in tempo “gli errori della fabbrica umana” in linea con la politica sanitaria del regime orientata alla difesa della razza e a realizzare quegli obiettivi della politica demografica volti a eliminare dalla società “i mediocri della salute”, “i mediocri del pensiero” e “i mediocri della sfera morale”.

Il prezioso volume di Annacarla Valeriano ci restituisce questo Archivio del dolore attraverso una ricchissima documentazione: fotografie, diari, lettere, relazioni mediche, cartelle cliniche che ci svelano, con lo sguardo di oggi, i pregiudizi e le aberrazioni che hanno alimentato l’idea della “devianza femminile”. L’Autrice, con grande competenza e generosità, ha regalato ai/alle presenti curiosità e aneddoti che hanno suscitato interesse e partecipazione nel numeroso pubblico. Malacarne, presentato a Bologna per la prima volta, ha offerto spunti di riflessione estremamente interessanti sulla condizione di queste donne emarginate e dimenticate, e stimoli per nuovi sguardi sulla condizione di altre donne del nostro presente. L’incontro, dopo il saluto della Presidente dell’Istituzione, prof.ssa Bruna Zani, e condotto da Alba Piolanti e Mauria Bergonzini, è stato chiuso dalla prof.ssa Maria Giovanna Bertani, del Liceo Laura Bassi, che, con grande entusiasmo ed impegno, sta lavorando con le sue classi all’Archivio dell’ex Roncati, sulle cartelle cliniche dei soldati ricoverati dopo la prima guerra mondiale: in ogni caso grandi e piccoli traumi così come frustrazioni, emarginazioni, solitudine, discriminazioni, mancanza di rispetto per la persona e repressione si sono rivelati causa dei ricoveri.  E’ infatti per la dignità, la conquista e tutela dei diritti, la libertà di scelta e autonomia di giudizio, sentimenti e comportamenti delle donne che UDI e ANPI continuano a lottare in vista di una società sempre più democratica e antifascista.  Per questo le associazioni si sono riconosciute negli obiettivi di MALACARNE.

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