Per combattere la violenza le riforme giuridiche nazionali sono sì necessarie, ma non sono sufficienti se non sono supportate da una trasformazione di valori e culture della coscienza giuridica, sia individuale che istituzionale. Occorre modificare abitudini e convenzioni radicate eliminando stereotipi ed immagini degradanti del genere femminile e dei suoi compiti sociali. Oggi invece la donna viene spesso considerata

come mero oggetto strumentale di attribuzioni, di funzioni, è quindi ancora forte la tentazione di definire il ruolo sociale della donna esclusivamente in funzione dei bisogni, delle esigenze e dei desideri degli uomini.

Per spiegare meglio i meccanismi, i coinvolgimenti, i condizionamenti nelle relazioni “malate” che scaturiscono in violenza ed aiutare coloro che sono in situazione di silenzio, perché noi tutti sappiamo che oggi più che mai c’è la cultura del silenzio, la cultura a non denunciare.

Annualmente il Gruppo Giustizia UDI analizza i dati e li invia al coordinamento dei centri antiviolenza E.R per l’Osservatorio regionale. 

I dati vengono forniti anche ai Comuni per strategie amministrative di governo della città.

Report UDI Antiviolenza 2013

Report UDI Antiviolenza 2014

Report UDI Antiviolenza 2015

Report UDI Antiviolenza 2016

 

 

 

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